Rischio Chimico
Il rischio chimico è connesso all’esposizione mansionale, accidentale o passiva di un operatore a sostanze dotate di tossicità accertata o potenziale, per contatto, inalazione e/o ingestione.
La valutazione del rischio in ambiente chimico è la prima misura di tutela della sicurezza e della salute per chi opera nei laboratori ove sono presenti sostanze chimiche e viene effettuata utilizzando la metodologia CHemical Exposure OPerating Evaluation che utilizza fra l’altro, parametri quali: pericolosità intrinseca di ogni sostanza, concentrazione tempi e frequenze di utilizzo, modalità di esposizione e tipologia di situazione lavorativa distinguendo tra esposizione durante le normali attività della mansione, esposizione a seguito di anomalie incidenti, ed esposizione in seguito a dispersione e contaminazione dell’ambiente di lavoro.
La valutazione del rischio deve essere aggiornata in occasione di modifiche delle metodiche di laboratorio, delle attrezzature e degli impianti, significative ai fini della sicurezza e della salute sul lavoro e, in ogni caso, quando i risultati della sorveglianza medica ne mostrino la necessità.
Il D. Lgs. Del 9 Aprile 2008, n. 81 affida al datore di lavoro, avvalendosi del servizio di prevenzione e protezione, il compito di valutare i rischi, e di porre in atto le necessarie misure di prevenzione, protezione e gestione dell’emergenza al fine di tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori. La definizione di rischio chimico moderato, in esso contenuta, consente al datore di lavoro di non applicare misure specifiche di protezione e di prevenzione.
